Sagra dei S'Cios
Questa edizione si è conclusa. Le date della prossima edizione appariranno qui appena confermate.
C'è una ricetta che a Quero si custodisce a «bocche cucite»: quella degli s'cios, le lumache che la Pro Loco cucina a quintali nella stretta del Piave, tra il castello della Serenissima e il massiccio del Grappa
La Sagra dei S'cios è una delle feste più longeve della valle del Piave bellunese: nasce nel 1978, quando un gruppo di amici rimette in piedi la Pro Loco di Quero e organizza la prima festa d'estate, il 15 agosto, sul Monte Cornella. Tre anni dopo la festa di luglio cerca un'identità tutta sua: i soci valutano la trota, i funghi e le castagne, poi scelgono il piatto più umile che ci sia — la lumaca, «l'antico piatto dei poveri», che qui si chiama s'cios. Il nome, battezzato il 25 giugno 1981, non è più cambiato; nel 2026 la sagra arriva alla 47ª edizione, negli impianti sportivi di via Spaloa, in due fine settimana lunghi — da giovedì 9 a domenica 12 e da giovedì 16 a domenica 19 luglio — con gli stand aperti dalle 19 e la domenica anche a pranzo.
I numeri raccontano da soli la serietà della faccenda: in una sola edizione una quindicina di volontari ha tagliato, pulito e cucinato dieci quintali di lumache, una maratona di ventiquattr'ore filate. La ricetta con cui lo s'cios arriva in tavola — anche «alla Borgogna» — resta un segreto di paese: i volontari tengono «bocche cucite», racconta Il Gazzettino, sorvegliati dalla presidente Teresa Gallina. Accanto alle lumache, negli anni, la cucina ha servito pasta al ragù d'anatra, frittura di pesce e costicine con polenta.
E la passione non si è fermata alla cucina: nell'aprile 1989 la Pro Loco si comprò un container attrezzato a cucina, e nel settembre 1990 arrivò a partecipare alla rassegna nazionale di elicicoltura di Cherasco, in Piemonte, la capitale italiana della chiocciola.
Venire alla sagra è anche l'occasione per scoprire Quero, oggi capoluogo del comune di Setteville, incastonato nella stretta del Piave tra il massiccio del Grappa e le Prealpi bellunesi. A guardia del fiume c'è ancora Castelnuovo, la fortezza voluta attorno al 1376 dal capitano della Serenissima Jacopo Cavalli e a lungo usata come dogana: due torri, con la minore appoggiata direttamente sul letto del Piave. Sul colle sopra il paese sorge il Totenburg, il monumentale sacrario germanico in porfido del Passo Rolle costruito tra il 1936 e il 1939, che custodisce i resti di 3.461 caduti della Grande Guerra e domina la vallata. Merita infine una sosta il Museo del Piave, a Caorera, che custodisce i cimeli del fronte.
Quando e dove
Domande frequenti
- Quando si tiene la Sagra dei S'cios 2026?
- Nel 2026 si tiene in due gruppi di serate: da giovedì 9 a domenica 12 luglio e da giovedì 16 a domenica 19, quindi non è una settimana continua. Secondo il calendario regionale delle sagre gli stand aprono la sera dalle 19, e la domenica anche a pranzo.
- Perché si chiama «dei S'cios»?
- Perché «s'cios» (o «s'cioss») è la parola con cui nel dialetto locale si chiama la lumaca, il piatto-simbolo della festa. La lumaca fu scelta agli inizi della sagra tra trota, funghi e castagne perché era «l'antico piatto dei poveri»; il nome fu deciso nella riunione dei soci del 25 giugno 1981.
- Cosa si mangia alla Sagra dei S'cios?
- Il piatto simbolo sono le lumache, servite anche «alla Borgogna». In una passata edizione, ha scritto Il Gazzettino, il menu comprendeva anche pasta al ragù d'anatra, frittura di pesce, formaggio alla piastra, salsicce, braciole, carne di cavallo e costicine con polenta.
- Si mangia al coperto?
- La Pro Loco allestisce ogni anno un «capannone della festa» che ospita anche la cucina, nell'area degli impianti sportivi di via Spaloa a Quero, dove si svolge la sagra.
- Cosa vedere a Quero?
- Vicino alla sagra ci sono Castelnuovo, la fortezza-dogana costruita attorno al 1376 da Jacopo Cavalli sulla stretta del Piave, e il Totenburg, il sacrario militare tedesco e austro-ungarico in porfido costruito tra il 1936 e il 1939, che custodisce 3.461 caduti. A Caorera si trova il Museo del Piave.
Le date possono cambiare: conferma con l’organizzatore prima di partire.
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