Sagra delle Pesche e del Vino Pigato
A Ortovero le pesche finiscono nel bicchiere, macerate nel Pigato: il bianco piantato qui nel 1830-31, di cui si coltiva oltre il 15% del DOC
La Sagra delle Pesche e del Vino Pigato torna a Ortovero, borgo di poco più di millesettecento abitanti nell'entroterra savonese, da venerdì 7 a domenica 9 agosto 2026. Il nome mette in fila i due protagonisti: le pesche degli orti locali, che il Comune stesso segnala come «veramente speciali», e il Pigato, il vino bianco prodotto qui da quasi due secoli. Il piatto simbolo li fonde, le pesche al Pigato: la frutta servita macerata nel vino della valle.
A tenerla in piedi da oltre cinquant'anni sono la Pro Loco e il Comune, e la longevità non è l'unica cosa che la distingue da una qualsiasi festa di paese. Ortovero è la capitale non dichiarata del Pigato: il vitigno, coltivato quasi soltanto nel Ponente ligure, fu piantato qui nel 1830-31 dall'arciprete Francesco Gagliolo, oltre un secolo e mezzo prima che il vino ottenesse la DOC nel 1988. Oggi oltre il 15% di tutti i vigneti di Pigato DOC ricade nel territorio comunale, una quota enorme per un centro così piccolo.
Negli anni la formula è rimasta costante: gli stand gastronomici hanno aperto in serata — così nel 2025, la cinquantacinquesima, dalle 19 — con musica dal vivo dalle 21.30, mentre l'Enoteca Regionale Ligure restava aperta per degustazioni e acquisti dalle cantine del Ponente.
A tavola il menù ha tradizionalmente ruotato attorno a pochi piatti fissi: risotto al Pigato, polenta con cinghiale, coniglio alla ligure e, immancabili, le pesche al Pigato. Il bianco che li accompagna è un DOC dal 1988, all'interno della denominazione Riviera Ligure di Ponente, e l'abbinamento con la frutta non è una trovata da locandina: le pesche nel vino tornano nel menù di ogni edizione documentata, dal 2017 al 2025.
Vale la pena arrivarci con calma. Il nome di Ortovero viene dal latino hortus vetus, «orto vecchio», e dice una vocazione agricola antica. Fuori dal centro storico sorge la parrocchiale di San Silvestro, documentata già nel 1210 e rimaneggiata nel Seicento, con altari marmorei settecenteschi dello scultore genovese Pasquale Bocciardo. Nella località di Fasceo l'Oratorio di San Giovanni Battista è stato costruito sul sito dell'antico castello medievale, quando il borgo era un caposaldo dei Marchesi di Clavesana.
E il 2026 porta un'altra ricorrenza nel vino locale: la Cooperativa Viticoltori Ingauni, fondata a Ortovero nel 1976 da tredici soci proprio per produrre Pigato, compie cinquant'anni.
Cosa si mangia
Quando e dove
Domande frequenti
- Quando si tiene la Sagra delle Pesche e del Vino Pigato 2026?
- Da venerdì 7 a domenica 9 agosto 2026, a Ortovero, in provincia di Savona.
- Dove si svolge la sagra?
- A Ortovero, borgo dell'entroterra savonese nella Valle Arroscia, in Liguria.
- Che cos'è il vino Pigato?
- È un vino bianco coltivato quasi soltanto nel Ponente ligure, DOC dal 1988 nell'ambito della denominazione Riviera Ligure di Ponente; a Ortovero il vitigno si pianta dal 1830-31.
- Cosa si mangia alla sagra?
- Nelle edizioni documentate il menù ha compreso risotto al Pigato, polenta con cinghiale, coniglio alla ligure e le pesche al Pigato, la frutta macerata nel vino locale.
- Perché Ortovero è legato al Pigato?
- Perché oltre il 15% di tutti i vigneti di Pigato DOC ricade nel suo territorio, e il vitigno vi fu piantato nel 1830-31 dall'arciprete Francesco Gagliolo.
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