Carbonara Festival
Un piatto senza radici alpine, romano solo per adozione recente, arriva a Châtillon per tre giorni d'agosto con una rassegna itinerante di street food
Dal 7 al 9 agosto 2026 Châtillon, in Valle d'Aosta, ospita il Carbonara Festival, una rassegna di cibo di strada dedicata a uno dei primi piatti più noti della cucina romana. L'appuntamento rientra in Estate Châtillon 2026, il calendario estivo del comune che da inizio luglio a metà settembre distribuisce musica, teatro, mostre e street food tra quattro spazi del centro; il festival dovrebbe tenersi in piazza Volontari del Sangue, la piazza-parcheggio che fa da principale palcoscenico agli eventi cittadini.
Conviene dirlo subito: la carbonara non ha nulla di valdostano. È un evento a tema, non una tradizione locale — il prodotto che porta davvero la firma del territorio è il miele, con una Sagra del miele e dei suoi derivati registrata a parte per Châtillon nella stessa banca dati regionale. Il Carbonara Festival è piuttosto un marchio itinerante: con lo stesso nome e lo stesso formato ha fatto tappa a Morgex, poco più a monte nella stessa valle, appena sei settimane prima (25-28 giugno, con trentacinque cuochi arrivati da Roma), e ha già toccato altre città italiane come Modena.
Del resto anche l'idea di una carbonara «romana da sempre» regge poco. Le sue origini restano incerte, e l'identità capitolina è più recente di quanto si creda: la prima menzione a stampa degli «spaghetti alla carbonara» risale al 1939, in un giornale in lingua olandese stampato nelle Indie coloniali, cinque anni prima dello sbarco alleato a cui la leggenda attribuisce il piatto. Ancora nel 1991 lo storico Livio Jannattoni scriveva che la carbonara aveva «quasi maturato un diritto provvisorio di cittadinanza romano-laziale», e la prima ricetta pubblicata comparve in Francia, nel 1952, prima che in Italia — dove nel 1954 «La Cucina Italiana» la stampò con groviera e aglio.
Châtillon, quarto comune della regione per popolazione con 4.296 abitanti, sta a 549 metri all'imbocco della Valtournenche, dove la valle centrale della Dora Baltea si apre verso le montagne. Sopra l'abitato, a ovest, il Castello Gamba — fatto costruire nel 1911 dal barone Charles Maurice Gamba su un poggio arido, oggi sede della Pinacoteca regionale d'arte moderna e contemporanea — domina un grande parco: sulla data nemmeno le fonti concordano, con Wikipedia che lo retrodata al 1901. Più vicino al centro storico resta il medievale castello Passerin d'Entrèves, arroccato su uno sperone di roccia sopra i tetti del paese.
Cosa si mangia
Quando e dove
Domande frequenti
- Quando si tiene il Carbonara Festival di Châtillon?
- Dal 7 al 9 agosto 2026, all'interno del calendario Estate Châtillon 2026, la rassegna estiva del comune che va da inizio luglio a metà settembre.
- La carbonara è un piatto valdostano?
- No: è un piatto di origine romana e centro-italiana, senza legami storici con la Valle d'Aosta; il Carbonara Festival è una rassegna itinerante di street food a tema, non una tradizione di Châtillon, la cui identità gastronomica è semmai il miele.
- Il Carbonara Festival si tiene solo a Châtillon?
- No: con lo stesso nome e formato ha fatto tappa a Morgex, nella stessa valle, dal 25 al 28 giugno 2026 con trentacinque cuochi arrivati da Roma, e ha già toccato altre città italiane come Modena.
- Da quando è documentata la carbonara?
- La prima menzione a stampa degli «spaghetti alla carbonara» risale al 1939, in un giornale in lingua olandese; la prima ricetta pubblicata comparve in Francia nel 1952, due anni prima di quella italiana de «La Cucina Italiana», che nel 1954 la stampò con groviera e aglio.
- Cosa vedere a Châtillon oltre al festival?
- Il Castello Gamba, fatto costruire nel 1911 e oggi sede della Pinacoteca regionale d'arte moderna e contemporanea, e il medievale castello Passerin d'Entrèves, nel centro storico.
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