Sagra degli Sciatt
A San Giovanni di Teglio i «rospi» sono cubetti di Casera fritti in una pastella di grano saraceno, e il ricavato costruisce parchi giochi e un rifugio alpino
La Sagra degli Sciatt è la festa di fine estate della frazione di San Giovanni, a Teglio, in provincia di Sondrio: da venerdì 7 a sabato 8 agosto 2026 il campo sportivo del paese — che qui tutti chiamano «Cà di Scranz» — si riempie del profumo dello sciatt, il cubetto di formaggio fritto che dà il nome alla festa.
A organizzarla è l'Amis de San Giuan, che di gastronomico ha ben poco: è un'associazione di mutuo soccorso della frazione, e il ricavato della sagra torna intero alla comunità. Le edizioni recenti hanno finanziato un parco giochi per i bambini, un defibrillatore per il campo sportivo, le spese della parrocchia e, nel 2022, persino un rifugio di montagna: la Capanna Meden, a 2.400 metri sopra Prato Valentino, costruita dal CAI Teglio. La sede stessa dell'associazione, inaugurata la vigilia di Natale del 2023, è la vecchia scuola del paese, ristrutturata interamente con fondi propri.
Nelle edizioni passate la festa si è concentrata in un'unica serata: le cucine aprono alle 19 e la musica dal vivo comincia alle 21. In tavola arrivano gli sciatt caldi e, per chiudere, i «chocosciatt» ripieni di cioccolato; nel 2022 ne furono serviti settecento piatti in una sola sera.
Lo sciatt — «rospo» in dialetto valtellinese, per la forma gonfia e ambrata e i filamenti di pastella che si formano in frittura, come piccole zampe — è un cubetto di formaggio Valtellina Casera avvolto in una pastella di grano saraceno e farina bianca, fritto in olio bollente e servito caldo su un letto di cicorino condito. Il grano saraceno, il «furmentùn» che un tempo era cibo di povertà, è lo stesso della ricetta dei pizzoccheri, oggi presidio Slow Food.
Teglio, a 851 metri, ha dato il nome all'intera Valtellina e ne fu l'antica capitale. Meritano una sosta Palazzo Besta, dimora rinascimentale che ospita il museo archeologico Antiquarium Tellinum, e la Torre de li beli miri, ciò che resta del medievale Castrum Tilii: il nome dialettale allude alla vista, che dalla terrazza in cima spazierebbe per una sessantina di chilometri. Tutt'intorno, i vigneti terrazzati della Valgella salgono a fasce di muretti a secco sul versante.
Cosa si mangia
Quando e dove
Domande frequenti
- Perché si chiamano sciatt?
- «Sciatt» significa «rospo» in dialetto valtellinese: il nome viene dalla forma gonfia e ambrata del bocconcino e dai filamenti di pastella che si formano in frittura, come piccole zampe.
- Cosa sono esattamente gli sciatt?
- Sono cubetti di formaggio Valtellina Casera avvolti in una pastella di grano saraceno e farina bianca, fritti in olio bollente e serviti caldi su un letto di cicorino condito.
- Dove si tiene la Sagra degli Sciatt?
- Al campo sportivo della frazione di San Giovanni, a Teglio (Sondrio), un'area che in paese chiamano «Cà di Scranz».
- Chi organizza la sagra e dove va il ricavato?
- La organizza l'Amis de San Giuan, associazione di mutuo soccorso di San Giovanni: il ricavato finanzia progetti della frazione, come un parco giochi, un defibrillatore per il campo sportivo e, nel 2022, la Capanna Meden, rifugio a 2.400 metri costruito dal CAI Teglio.
- Cosa si può visitare a Teglio?
- Palazzo Besta, dimora rinascimentale con il museo Antiquarium Tellinum, e la Torre de li beli miri, ciò che resta del Castrum Tilii medievale, dalla cui terrazza in cima la vista spazierebbe per una sessantina di chilometri; tutt'intorno, i vigneti terrazzati della Valgella.
Le date possono cambiare: conferma con
l'organizzatore prima di partire.
Trovi un errore?
Segnala un problema.







