Sagra del Tortellone
La festa patronale di Ozzano dell'Emilia si chiude benedicendo le automobili, dopo giornate di paste ripiene di ricotta tirate a mano dalle sfogline
C'è un segnale preciso che a Ozzano dell'Emilia, sulla via Emilia tra Bologna e Imola, annuncia il cuore dell'estate: sul piazzale della parrocchia di San Cristoforo si accendono le cucine della Sagra del Tortellone, arrivata nel 2026 alla 41ª edizione. Dal 14 al 24 luglio, ogni sera dalle 19 alle 22, lo stand gastronomico di via San Cristoforo serve tortelloni fatti a mano in giornata; dalle 21 parte la musica, e l'ingresso è libero e gratuito.
Il tortellone è il fratello maggiore del tortellino, ma di magro: nel ripieno ci sono ricotta, Parmigiano Reggiano e prezzemolo, dove il tortellino vuole la carne e il brodo. La tradizione della sagra lo condisce in tre modi — ragù bolognese, burro e pomodoro, burro e salvia — come raccontava già la cronaca locale nel 2018, ammirando i tortelloni «rigorosamente tirati a mano dalle sfogline ozzanesi». Del resto in Emilia le paste ripiene sono documentate fin dal XIV secolo: la sagra è solo l'ultimo capitolo di una storia lunga. Intorno allo stand lavorano il bar, le crescentine, la gelateria e la pesca di beneficenza.
Il finale è il momento più ozzanese di tutti. Il 25 luglio, festa del patrono, la sagra si chiude con la Santa Messa delle 21 in Piazza Don Romolo Bacilieri e con la benedizione delle auto: San Cristoforo è da sempre il santo di chi viaggia — barcaioli, pellegrini, viandanti — e nel Novecento è diventato il patrono degli automobilisti. Dopo la benedizione, lo spettacolo pirotecnico saluta tutti all'anno prossimo.
Chi arriva per i tortelloni scopre un territorio che nasconde più di quanto mostri. Sotto i campi lungo la via Emilia dorme Claterna, città romana fondata attorno al 183 a.C. e abbandonata tra V e VI secolo, mai ricostruita: i reperti degli scavi sono esposti dal 2019 nel museo al Palazzo della Cultura, mentre nell'area archeologica si visita la domus dei mosaici. Poco più su, le colline entrano nel Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, i cui gessi sono Patrimonio UNESCO dal 2023, con la dolina della Spipola, la più grande dolina in gesso dell'Europa occidentale. E a legare tutto c'è la chiesa dei Santi Cristoforo e Carlo, benedetta nel 1642: è dal suo piazzale che ogni luglio riparte il profumo dei tortelloni.
Cosa si mangia
Quando e dove
Domande frequenti
- Quando si svolge la Sagra del Tortellone 2026 e in quali orari?
- La 41ª edizione si tiene dal 14 al 24 luglio 2026 alla Parrocchia di San Cristoforo, in via S. Cristoforo 11 a Ozzano dell'Emilia. Lo stand gastronomico è aperto ogni sera dalle 19 alle 22, l'intrattenimento musicale comincia alle 21 e l'ingresso è libero e gratuito.
- I tortelloni sono davvero fatti a mano?
- Sì: sono preparati a mano in giornata, nella tradizione delle sfogline locali, con il ripieno di magro tipico del tortellone emiliano — ricotta, Parmigiano Reggiano e prezzemolo.
- Con quali condimenti vengono serviti i tortelloni?
- La tradizione della sagra li propone in tre modi: al ragù bolognese, con burro e pomodoro, o con burro e salvia.
- Cos'è la benedizione delle auto del 25 luglio?
- È il gran finale: il 25 luglio, giorno del patrono San Cristoforo, si celebra la Santa Messa alle 21 in Piazza Don Romolo Bacilieri, poi si benedicono le automobili — San Cristoforo è da sempre il protettore dei viaggiatori e, dal Novecento, degli automobilisti — e la serata si chiude con lo spettacolo pirotecnico.
- Oltre ai tortelloni, cosa si trova da mangiare alla sagra?
- Accanto allo stand gastronomico ci sono il bar, le crescentine e la gelateria, più la pesca di beneficenza.
- Cosa vedere a Ozzano dell'Emilia prima della sagra?
- Il museo della città romana di Claterna al Palazzo della Cultura, aperto dal 2019, raccoglie i reperti della città sepolta sotto i campi lungo la via Emilia, mentre nell'area archeologica si visita la domus dei mosaici; sulle colline c'è il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, i cui gessi sono Patrimonio UNESCO dal 2023, con la dolina della Spipola, la più grande dolina in gesso dell'Europa occidentale.
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